La respirazione pranayama e l’ossigeno come energia. Utilizziamo appieno la nostra capacità polmonare, migliorando quindi l’ossigenazione di tutto il corpo a beneficio di ogni singola cellula.

Introduzione

La respirazione pranayama e l’ossigeno come energia

La principale sorgente di prana è in assoluto l’aria che respiriamo, ma in realtà lo assorbiamo anche dai cibi e dalle bevande, ed è per questo che nello yoga viene attribuita una grande importanza all’igiene del naso e della lingua, ad una lenta masticazione e, ovviamente, ad una efficace respirazione.

Il prana infatti viene assorbito tramite le mucose del naso e dai recettori nervosi dell’apparato respiratorio, ma anche attraverso le terminazioni nervose della lingua e della gola.

La parola ayama vuol dire invece «estensione» o «espansione»;  la parola pranayama significa quindi «estensione o espansione della dimensione del prana».

La respirazione pranayama  conduce in questa direzione esistenziale per cui si fa del respiro un atto consapevole, è anche vero che simultaneamente si va a rigenerare tutto l’organismo. Basta partire da un dato di fatto essenziale: l’aria nutre le cellule dell’organismo. Con un’inalazione normale ne incameriamo circa 500 cm3.

Durante l’inalazione profonda l’assorbimento dell’aria è circa sei volte maggiore e ammonta a 3000 cm3. Già questi dati parlano da sé, ma vediamo comunque nello specifico i benefici della respirazione pranayama ai singoli organi ed apparati
Nel cibo c’è l’essenza. Pensate a quando mangiate con calma, senza fretta. Quando assaporate tutto e non masticate troppo rapidamente. Immaginate di fare lo stesso con l’aria. Evocate l’immagine che vi ritrae assaporare l’aria con i vostri tempi, senza smettere mai di sentirvi.

shares